I fratelli Borghese: «Maistà, un ponte tra l’Italia e la Svizzera nel segno dell’autenticità»
Main sponsor del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, Maistà rappresenta un punto di riferimento nella distribuzione delle eccellenze gastronomiche italiane sul mercato elvetico. Una realtà nata da una piccola bottega familiare e cresciuta nel tempo grazie alla visione e alla determinazione dei fratelli Borghese, Martino e Giuseppe co-fondatori e titolari dell’azienda, che hanno fatto della qualità, dell’autenticità e della valorizzazione dei territori italiani i principi guida della propria attività.
Cosa vuol dire cucina italiana per una realtà come Maistà?
«Per noi la cucina italiana è molto più di un insieme di prodotti: è cultura, tradizione, territorio e soprattutto persone. La nostra è una storia familiare. Siamo partiti da una piccola bottega di quartiere, con tanta passione e pochi mezzi, e negli anni abbiamo costruito una realtà che oggi ci permette di portare in Svizzera un’ampia selezione di eccellenze italiane, rivolgendoci anche a una clientela di alto livello. Questo percorso ci ha insegnato una cosa importante: dietro un grande prodotto italiano c’è sempre una storia. Il nostro compito è conoscerla, rispettarla e farla arrivare al mercato svizzero nel modo migliore».
Perché avete scelto di sostenere il Festival della Cucina Italiana in Svizzera?
«Per noi è un grande piacere e un vero onore. Il Festival rappresenta perfettamente quello che facciamo ogni giorno: creare un ponte tra l’Italia e la Svizzera attraverso il cibo e valorizzare un patrimonio che appartiene a tutti noi. Crediamo che iniziative come questa siano importanti perché permettono di raccontare l’Italia autentica, quella dei territori, dei produttori, delle tradizioni e delle eccellenze regionali. Essere partner del Festival significa anche contribuire a promuovere una cultura del prodotto italiano basata sulla qualità e sull’autenticità».
Quali sono i vostri progetti per diffondere la cucina italiana?
«La nostra prima missione è continuare a selezionare e distribuire prodotti autentici, rappresentativi dei diversi territori italiani. L’Italia ha una ricchezza enorme e spesso all’estero si conoscono soltanto alcune delle sue eccellenze più famose. Noi vogliamo contribuire a far scoprire anche realtà meno conosciute, piccoli produttori e specialità regionali che meritano di essere valorizzate. Crediamo inoltre che sia fondamentale raccontare il prodotto: non soltanto cosa si vende, ma da dove arriva, chi lo produce e perché è speciale».
Cosa si potrebbe fare di più per valorizzare il Made in Italy all’estero?
«Bisognerebbe investire ancora di più nel racconto dell’autenticità italiana. Il Made in Italy non dovrebbe essere soltanto un’etichetta, ma una garanzia di storia, qualità, territorio e competenza. Serve una maggiore collaborazione tra produttori, distributori, ristoratori, chef e istituzioni. Insieme possiamo raccontare meglio la straordinaria diversità gastronomica italiana e, allo stesso tempo, aiutare il consumatore a distinguere l’autentico dalle imitazioni e dall’italian sounding. Per noi è importante che un prodotto italiano, quando arriva all’estero, porti con sé anche il territorio e la storia di chi lo ha prodotto».
Cosa chiede oggi il mercato?
«Il mercato chiede sempre più qualità, ma anche trasparenza, autenticità e affidabilità. Il consumatore è diventato più attento e vuole conoscere l’origine di ciò che acquista. Nella fascia alta, inoltre, non basta avere un prodotto eccellente: servono continuità, servizio, competenza e capacità di raccontarlo. Ed è proprio qui che l’Italia ha un enorme potenziale. Abbiamo prodotti straordinari, ma dobbiamo essere capaci di valorizzarli e comunicarli nel modo giusto».
Cosa significa per Maistà essere ambasciatori del Made in Italy?
«Significa soprattutto essere fedeli alla nostra storia. Siamo una famiglia che è partita da una piccola bottega e, passo dopo passo, con sacrificio e passione, ha costruito una realtà che oggi ha un importante parco clienti in Svizzera. Avere la possibilità di portare ogni giorno sulle tavole svizzere le eccellenze delle diverse regioni italiane è per noi motivo di grande orgoglio. Non ci consideriamo semplicemente distributori: ci piace pensare di essere un anello di collegamento tra chi produce in Italia e chi, in Svizzera, vuole conoscere e apprezzare il meglio della nostra gastronomia».
La vostra idea di futuro?
«Continuare a crescere senza perdere le nostre origini. Perché proprio nella nostra storia abbiamo trovato il valore che ancora oggi ci guida: partire dal territorio, scegliere la qualità e costruire relazioni durature. Il Made in Italy ha davanti a sé una grande opportunità internazionale. Noi siamo orgogliosi di poter contribuire, ogni giorno, a far conoscere un’Italia fatta non solo di grandi marchi, ma soprattutto di territori, produttori, famiglie e autentiche eccellenze».
I fratelli Borghese



