Pasta Armando, la qualità nasce dalla filiera italiana e guarda ai mercati internazionali
Rispetto per il territorio e le comunità agricole, cura del grano e attenzione alle esigenze del mercato: sono questi i principi che guidano De Matteis Agroalimentare Società Benefit nella produzione di Pasta Armando, realizzata con grano duro 100% italiano proveniente dalla Filiera Armando, nata nel 2010 e oggi presente in Italia e in sessanta Paesi esteri.
L’obiettivo dell’azienda è integrare la qualità della materia prima con il sapere delle persone e le tecnologie più avanzate, per ottenere una pasta capace di valorizzare le caratteristiche del territorio. A illustrare il modello produttivo e la filosofia aziendale è Fabrizio Nucifora, Brand Sales & Marketing Director di De Matteis Agroalimentare S.p.A.
Quali sono i principi alla base della Filiera Armando e come si concretizza la collaborazione con gli agricoltori?
«Pasta Armando è realizzata esclusivamente con grano duro 100% proveniente dalla Filiera Armando, un modello alternativo di collaborazione tra industria e agricoltura, nato nel 2010 da un’intuizione del presidente e Cavaliere del Lavoro Armando Enzo De Matteis, con l’obiettivo di produrre in Italia grano di altissima qualità. Il “Patto Armando” è l’accordo che l’azienda stringe direttamente con gli agricoltori italiani aderenti alla filiera e si traduce in un vero e proprio contratto. Gli agricoltori si impegnano a seminare le varietà di grano duro concordate con il pastificio De Matteis e a coltivarle nel rispetto di un rigoroso disciplinare, finalizzato a raggiungere un contenuto proteico elevato, pari ad almeno il 14,5% rispetto al valore minimo del 10,5% previsto dalla legge, e un alto indice di glutine. Sono due elementi essenziali per ottenere una pasta di qualità, tenace e gustosa. Dal canto suo, l’azienda mette a disposizione l’assistenza in campo di agronomi dedicati e si impegna ad acquistare il raccolto a un prezzo minimo garantito, che cresce in funzione della qualità, con particolare riferimento al contenuto proteico e al rispetto del disciplinare. In questo modo, gli agricoltori possono contare su una maggiore certezza dei ricavi e su una migliore redditività».
Con un occhio sempre attento alla natura…
«La tutela dell’ambiente passa innanzitutto dalla scelta, presa dall’azienda già nel 2010, di creare una filiera italiana per la fornitura del grano duro con cui produrre Pasta Armando. Privilegiare la fornitura nazionale consente di ridurre le emissioni inquinanti connesse alla logistica. Il disciplinare, inoltre, regolamenta anche l’utilizzo dei fitosanitari e la tipologia, la quantità e le modalità con cui queste sostanze possono essere utilizzate nei campi: un accordo a tutela del prodotto, del consumatore finale e del territorio».
Non a caso, Pasta Armando è la prima pasta proveniente da agricoltura convenzionale ad avere ottenuto la certificazione di “Metodo zero residui di pesticidi e glifosato” da parte dell’ente terzo Bereau Veritas.
«Con la Filiera Armando, si è in pratica instaurato un circuito virtuoso che rende sostenibile un’agricoltura di qualità rispettosa del territorio, che crea valore e occupazione per le comunità locali coinvolte e porta sulle tavole un prodotto genuino, gustoso e autenticamente italiano».
C’è poi l’attenzione prestata alla lavorazione.
«La trafilatura al bronzo e l’elevato indice proteico, pari al 14,5%, rendono Pasta Armando un prodotto gourmet e ideale per esaltare le ricette di ogni giorno».
Un merito che vi va riconosciuto è sicuramente quello legato al costante confronto con gli Chef.
«Da quasi dieci anni portiamo avanti una partnership con Chef Alessandro Borghese. Una collaborazione fondata sulla condivisione del messaggio comune di chi, ogni giorno, vuole portare a tavola un prodotto di alta qualità, del quale si conosce l’origine della materia prima. Da questa collaborazione sono nati prodotti come lo Spaghettone, la Penna Liscia e la Pasta Mista che sono stati subito molto apprezzati dagli operatori del settore e più in generale da tutta la clientela».
Veniamo al Festival della Cucina Italiana in Svizzera: come lo giudicate?
«Il format scelto, quello del ‘dialogo’ tra chef e pizzaioli e quindi capace di esaltare la collaborazione, non fa altro che percorrere la stessa strada che caratterizza la nostra filosofia aziendale. L’alta ristorazione è un cruciale punto di ingresso ai mercati esteri: un lavoro che ha dato i suoi frutti in altri Paesi come Regno Unito, Usa e Giappone, solo per citare alcuni esempi».
Una manifestazione che vi vedrà collaborare con una realtà con la quale lavorate da tempo…
«Con Maistà Food la partnership va avanti, con reciproca soddisfazione, da quasi quattro anni. Oltre al piacere di condividere questa nuova esperienza insieme, abbiamo convintamente deciso di partecipazione al Festival della cucina italiana in Svizzera anche per portare i nostri prodotti in un canale commerciale che riteniamo strategico e per noi molto importante».



