San Salvatore al Festival della Cucina Italiana in Svizzera: debutta PURO, la nuova crema dolce al latte di bufala
Tra memoria e innovazione, radici profonde e progetti futuri, San Salvatore, realtà di Capaccio-Paestum, interpreta le potenzialità del Cilento attraverso una visione imprenditoriale che mette al centro territorio, competenze e nuove tecnologie. Un percorso che si apre anche al panorama internazionale: San Salvatore è Food Sponsor del Festival della Cucina Italiana in Svizzera e fornirà PURO, il nuovo cremoso destinato alla realizzazione dei dessert serviti durante le serate del Festival, contribuendo a portare le qualità delle produzioni cilentane all’interno di un progetto dedicato alla promozione della cultura gastronomica italiana.
A raccontare questa visione è Antonello Ricco, direttore del progetto Latteria e Dispensa di San Salvatore, che lavora al fianco della moglie Andrea Pagano, figlia di Peppino, imprenditore lungimirante partito dal mondo del vino e dell’accoglienza alberghiera.
«Puntiamo su capitale umano, legame con il territorio e nuove tecnologie», spiega Ricco, che individua nella valorizzazione delle persone e delle materie prime due elementi centrali del progetto. «Mio suocero ha iniziato con l’azienda agricola, poi ha lasciato noi liberi di pensare a nuovi progetti. Il mio concetto imprenditoriale è legato al valore dei prodotti, ma anche di chi li sa lavorare e raccontare. Penso alla cucina di San Salvatore o all’universo dei cremosi e degli yogurt, con cui stiamo conoscendo tante realtà nel mondo. E penso ai dipendenti, che devono avere l’opportunità di crescere, esprimersi, parlare al mondo intero e raccontare San Salvatore».
Un modello imprenditoriale che guarda anche allo sviluppo di nuove formule di accoglienza e alla valorizzazione delle produzioni locali, come dimostra il progetto della Dispensa San Salvatore, che aprirà accanto all’azienda. «Non un franchising, ma un progetto in cui saranno racchiuse tutte le filiere di San Salvatore e, quindi, del Cilento. Dagli ortaggi al vino, al latte di bufala, al grano e alla farina macinata al momento, fino alla pizza, alla pasta fresca e alle verdure. Il mondo del vino resta comunque importante, ma vogliamo affiancargli altre realtà, per offrire una conoscenza più completa e identitaria del Cilento e dell’azienda».
Una visione che punta ad ampliare le opportunità di utilizzo delle materie prime locali, superando i confini delle produzioni tradizionali. È il caso del latte di bufala, a lungo associato quasi esclusivamente alla mozzarella, ma che oggi trova nuove possibilità di impiego anche nella pasticceria e nella produzione di dessert.
In questa direzione si inserisce PURO, la nuova crema dolce di San Salvatore, frutto di mesi di ricerca e di un percorso di sviluppo durato anni, che sarà presentata in occasione del Festival della Cucina Italiana in Svizzera e utilizzata nei menu delle serate.
. Con oltre l’88% di latte di bufala, il prodotto impiega esclusivamente addensanti naturali e una quantità ridotta di zucchero. È, inoltre, senza lattosio, certificato senza glutine e vegetariano, e nasce da una filiera attenta al benessere animale. Una nuova interpretazione di una materia prima d’eccellenza, pensata per valorizzarne le potenzialità oltre la mozzarella e aprire ulteriori prospettive di utilizzo.
«Oggi, grazie agli yogurt e ai dessert, per esempio, il latte di bufala può raggiungere mercati in tutto il mondo», conclude Ricco. Una prospettiva che amplia le possibilità della filiera bufalina e conferma la volontà di San Salvatore di investire in prodotti capaci di coniugare identità territoriale, ricerca e nuove occasioni di sviluppo, portando il patrimonio agroalimentare cilentano a confrontarsi con scenari sempre più ampi.



